Documenti › Borromeo
Regolamento. luogo non identificato, 1449 Agosto 3
Gli uomini di Macugnaga concordano con il conte Vitaliano Borromeo, feudatario della valle Anzasca, alcuni capitoli relativi a pedaggi, strade e trasporto delle mercanzie. [Prof. Enrico Rizzi]
Nomina. Vogogna, 1526 Luglio 2
Carlo Borromeo e i suoi fratelli, figli del conte Ludovico Borromeo nominano proprio procuratore Giacomo "Ronchus", podestà di Vogogna, affinchè riceva per loro conto il giramento di fedeltà da parte degli uomini della Valle Anzasca e di Macugnaga. [Ester Bucchi de Giuli]
Nomina. Macugnaga, 1533 Ottobre 12
Alcuni abitanti di Macugnaga, i quali agiscono a nome proprio e per conto di tutta la comunità di Macugnaga, nominano in qualità di propri procuratori Giovanni "de Albasino" di Vanzone e Giacomo del fu Cristoforo "del Curso" di Macugnaga affinchè ratifichino un documento redatto nella generale vicinanza della giurisdizione di Vogogna dal notaio Giorgio "de Burris" il giorno 24 settembre di questo stesso anno <1533> e affinchè nominino a loro volta Giovanni "de Glussano", causidico di Milano, Francesco "Crottus" di Milano e Francesco "de Ferraris" di Vogogna quali procuratori della comunità di Macugnaga con l'incarico di avanzare richiesta al Duca di Milano affinchè questi tolga alla comunità di Macugnaga l'accusa, mossa dagli uomini di Intra, di cospirazione nei confronti di Giovanni Borromeo. [Ester Bucchi de Giuli]
Nomina. Vogogna, 1533 Novembre 7
Giacomo del fu Cristoforo "del Curso" di Macugnaga, procuratore della comunità di Macugnaga - come attestato da un documento redatto nel 1533 ottobre 12>, di fronte all'accusa di cospirazione ai danni di Giovanni Borromeo mossa <da alcuni uomini di Intra> contro la comunità di Macugnaga, dichiara la soddisfazione di quest'ultima nei confronti del governo del detto Gioavnni Borromeo e conferma la nomina di Giovanni "de Glussano", causidico di Milano, Francesco "Crottus" di Milano e Francesco "de Ferraris" di Vogogna quali procuratori della comunità di Macugnaga affinchè compaiano al cospetto del Duca di Milano per inoltrare le presenti attestazioni al Tribunale di Milano e dirimere così la questione. [Ester Bucchi de Giuli]