Documenti › Ponte (Formazza)

Affitto ereditario. Formazza, Chiesa, 1478 Dicembre 26

Gaspare del fu Antonio "Bruzii" di Ponte di Formazza, curatore della chiesa di san Bernardo di Formazza, investe a titolo di affitto ereditario Zanino del fu Giacomo "Verene" di Fracchie di Formazza di una pezza di campo e prato sita “intus planum" in località Chiesa di Formazza - bene che lo stesso Zanino "Verene" ha venduto nel medesimo giorno alla detta chiesa per la somma di venticinque lire imperiali; le parti stabiliscono un canone annuo di venticinque soldi da corrispondere a san Martino. [Ester Bucchi de Giuli]

Informazioni
Originale. Formazza, Archivio Parrocchiale
Supporto: Pergamena | Lingua: Latino

Pubblicazioni
E. RIZZI, Walser Regestenbuch. Quellen zur Geschichte der Walseransiedlung. Fonti per la storia degli insediamenti walser (1253-1495), Anzola d'Ossola 1991, p. 87, n. 134 (regesto).
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 47 (regesto).

Estinzione di debito. Formazza, 1668 Ottobre 10

Premesso che Antonio Ferrari detto Stivella figlio di Antonio della Valle Formazza risultava debitore nei confronti di Gaspare Stockalper della Torre, Rettore dell'ospedale S. Antonio di Briga, di 1800 lire imperiali, che erano parte di un prestito accordatogli nel marzo 1666, cui si aggiungevano ulteriori 322 lire di interesse; Gaspare Stockalper - dopo aver avviato un'azione legale contro il detto Ferrari per sollecitare l'estinzione del debito - accetta come forma di pagamento la cessione di alcuni beni ubicati in Valle Formazza: sei appezzamenti di prato e la quarta parte di una cascina, in comproprietà con Margherita Ferrari, ubicati in località Morasco; due appezzamenti di prato e uno di pascolo siti presso Ponte, oltre il fiume <Toce>; e infine una porzione dell'alpeggio detto De Bethelmat, presso il confine <con la Svizzera>, con la relativa parte degli edifici su di esso costruiti, unitamente al diritto di pascolarvi ogni anno sette bestie e di utilizzarne la caldaia. Il valore dei beni ceduti ammonta a 1700 lire imperiali, ad esclusione della porzione di alpeggio, con i beni e i diritti pertinenti, il cui valore è stimato in 422 lire, per un totale di 2122 lire. Le parti convengono che Antonio Ferrari possa riscattare i beni alienati restituendo a Stockalper, entro sette anni, la somma ricavata dalla loro vendita, ad eccezione dell'alpeggio e dei relativi beni e diritti, per i quali la cifra stimata di 422 lire dovrà essere pagata entro il prossimo triennio. Nel frattempo viene investito dei beni ceduti - ad eccezione del suddetto alpeggio che rimane escluso dalla presente investitura - al fitto annuo di 108 lire imperiali, da corrispondere a partire dal 10 ottobre 1669. Viene posto come fideiussore l'Ammano Carlo Ferrari detto Stivella del fu Antonio di Ponte. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Imbreviatura. Verbania, Archivio di Stato - Archivio notarile, Rosea Francesco, n. 1980

Note
Nel margine superiore, di mano del notaio: «Datum insolutum domini Stochalperis a Stivella, cum pactis et locatione ut infra». Nel margine sinistro, della stessa mano: «Extractum domino Stochalpero et domino Ferrario».