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Procura. Isola di S. Giulio, 1228 Agosto 25

Giacomo "Torniellus", preposito della chiesa di S. Giulio <d'Orta>, e "Magister" Insulano, Pietro "Porca", "Magister" Pietro "de Monticello", Manfredo "de Crusinallo", Galvagno "de Boca" e Lanfranco "de Momo", canonici della detta chiesa, a nome del Capitolo nominano proprio procuratore Omedario "Dens" di Monticello, abitante sull'isola <di S. Giulio d'Orta>, nella controversia con il Conte Gozo di Biandrate circa la proprietà di una porzione dell'alpe Rimella denominata "Garbel", rivendicata dalla detta chiesa di S. Giulio. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Originale. Torino, Archivio di Stato - S.G.I.
Supporto: Pergamena | Lingua: Latino

Pubblicazioni
G. FORNASERI, Le pergamene di San Giulio d’Orta dell’Archivio di Stato di Torino, Torino 1958, pp. 120-121, n. LXVIII (trascrizione).

Convocazione. Vercelli, 1228 Agosto 13

Nella causa che vede contrapposti Giacomo, preposito e rappresentante della chiesa di S. Giulio <d'Orta>, e il Conte Gozio di Biandrate circa una porzione dell'alpe Rimella detta "Garbel", tenuta dal detto Conte e rivendicata dall'anzidetto preposito, Giovanni de Castello, canonico della chiesa di Vercelli e delegato del Cardinale Goffredo, rappresentante della S. Sede, stabilisce che Martinacio Decumano - nominato procuratore del detto Gozio in un documento redatto dal notaio Caldera l'11 agosto 1228 - e il detto preposito di S. Giulio si presentino a lui entro quindici giorni per dirimere la controversia. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Originale. Torino, Archivio di Stato - S.G.I.
Supporto: Pergamena | Lingua: Latino

Pubblicazioni
G. FORNASERI, Le pergamene di San Giulio d’Orta dell’Archivio di Stato di Torino, Torino 1958, pp. 119-120, n. LXVII (trascrizione)

Sentenza. Vercelli, 1229 Giugno 12

Giovanni de Castello - nominato giudice dal delegato della sede apostolica Cardinale Goffredo per dirimere la controversia tra il preposito della chiesa di S. Giulio d'Orta e il Conte Gozo di Biandrate circa la proprietà di una porzione dell'alpe Rimella denominata "Gardel", tenuta dal detto conte e rivendicata dall'anzidetta chiesa di S. Giulio - pronuncia sentenza a favore della chiesa di S. Giulio <d'Orta>. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Originale. Torino, Archivio di Stato - S.G.I.
Supporto: Pergamena | Lingua: Latino

Pubblicazioni
G. FORNASERI, Le pergamene di San Giulio d’Orta dell’Archivio di Stato di Torino, Torino 1958, pp. 123-124, n. LXX (trascrizione).

Note
Sul recto: "Sententia lata in favorem canonicorum pro alpe Rimella".

Divisione di feudi. Vanzone, 1241 Gennaio 22

I fratelli Guglielmo, Ruffino, Oddone del fu conte Gozio di Biandrate da una parte, e Gotofredo loro fratello dall’altra, si spartiscono i beni, gli uomini, i poderi, le case e gli alpi ubicati in Valsesia. In particolare, dei tredici alpi del conte Gozio, tutti ubicati in Alta Valsesia, quelli di Nagarone, Bors, Trisignera, Reorta, Valedana, Montesino, Balmelle e Rimella vengono assegnati pro-indiviso ai tre fratelli maggiori, i detti Guglielmo, Ruffino e Oddone; mentre all'anzidetto Gotofredo vengono assegnati i diritti sull’alpe Mera e gli alpi Clapei, Piaggiogna e Carcoforo. [Prof. Enrico Rizzi]

Informazioni
Originale. Sion, Archives d'Etat du Valais - AV 63/1

Pubblicazioni
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 135 (regesto).

Rinuncia. Bannio Anzino, 1250 Giugno 8

Pietro "Crolamons" di Castello rinuncia in favore del Conte Gotofredo del fu Conte Gozio di Biandrate al "districtus", alla "iurisdictio" e a ogni altro diritto da lui esercitato sugli uomini della Valle Anzasca. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Originale. Sion, Archives du Chapitre
Lingua: Latino

Pubblicazioni
T. BERTAMINI, Storia di Macugnaga, Macugnaga 2005, pp. 13-14.

Note
Al documento segue, sulla stessa pergamena, il giuramento di fedeltà degli uomini della valle Anzasca in favore del Conte Gotofredo di Biandrate.

Fedeltà. Bannio Anzino, 1250 Giugno 8

Alcuni uomini della valle Anzasca giurano fedeltà al Conte Gotofredo di Biandrate, il quale, in caso non venga rispettato il giuramento, si riserva la facoltà di trasferire e detenere i detti uomini a Visp al fine di salvaguardare la pace tra le due valli. [Ester Bucchi de Giuli]

Informazioni
Originale. Sion, Archives du Chapitre
Lingua: Latino

Pubblicazioni
T. BERTAMINI, Storia di Macugnaga, Macugnaga 2005, pp. 14-15.

Note
Il documento è preceduto, sulla stessa pergamena, dalla rinuncia di Pietro di Castello in favore del Conte Gotofredo di Biandrate circa i diritti esercitati sugli uomini della Valle Anzasca.

Soccida. Varallo Sesia, 1260 Aprile 23

Il conte Gotofredo di Biandrate affida ad Anselmino di Loia <Valle di Saas>, abitante di Rimella, una vacca e un vitello in cura e custodia. Anselmo promette al conte di conservare e governare, pascolare e nutrire a proprie spese i due animali, impegnandosi a restituirli al conte con metà dei godimenti, secondo le consuetudini. In caso di epidemia o aggressioni di animali selvatici, Anselmo si fa carico dei danni conseguenti. [Prof. Enrico Rizzi]

Informazioni
Originale. Sion, Archives d'Etat du Valais - Biandrate
Supporto: Pergamena | Lingua: Latino

Pubblicazioni
E. RIZZI, I conti di Biandrate e la Valle Anzasca, in «Oscellana», n. 2 (1986).
E. RIZZI, Walser Regestenbuch. Quellen zur Geschichte der Walseransiedlung. Fonti per la storia degli insediamenti walser (1253-1495), Anzola d'Ossola 1991, p. 57 (regesto)
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 146 (regesto).

Nomina. Domodossola, 1291 Novembre 7

Il conte Iocelino del fu Gotefredo conte di Biandrate nomina proprio messo e procuratore Giacomo del fu Pietro "de Baceno" affinchè lo rappresenti in tutti i negozi e le controversie con i comuni e gli uomini della Valle Anzasca. [Ester Bucchi de Giuli]

Informazioni
Copia autentica del 1311 luglio 30. Sion, Archives d'Etat du Valais - Biandrate
Supporto: La pergamena, in buono stato di conservazione, presenta in corrispondenza della plica il foro a cui era apposto il sigillo pendente, deperdito. |

Pubblicazioni
J. GREMAUD, Documents relatifs à l’histoire du Vallais publiés per la Société d’Histoire de la Suisse Romande, II, Lausanne 1876, p. 1021 (riassunto)
E. RIZZI, I Conti di Biandrate e la Valle Anzasca, in «Oscellana», n. 2 (1986), pp. 109-111.
E. RIZZI, Walser Regestenbuch. Quellen zur Geschichte der Walseransiedlung. Fonti per la storia degli insediamenti walser (1253-1495), Anzola d'Ossola 1991, p. 69, n. 107 (regesto)
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 103 (regesto).

Note
Il documento è tramandato in copia autentica del 1311 luglio 30 unitamente ad altri tre documenti, datati rispettivamente 1291 agosto 16, 129<1> dicembre 29, 129<1> dicembre 30. L'originale è redatto da Virgilio di Domodossola.

Compromesso. Domodossola, 1291 Dicembre 29

Premesso che il 16 agosto 1291 era stato stipulato un compromesso - rogato dal notaio Burgino della Valle Anzasca - tra Iocelino Conte di Visp del fu Gotefredo conte di Biandrate, il quale agiva a nome proprio e del nipote Zanino, figlio del fu Guglielmo suo fratello, nonchè di tutti gli uomini delle Valli di Saas, Stalden, Sankt Niklaus e Zermatt, da una parte, e Uberto di Calasca del fu Demoldrico, Giacomo "de Montex" del fu Morexolo di Calasca, Giacomo del fu Alberto "Mazoni" di Bannio Anzino, Pietro "de Albariis" di Vanzone e Ughetto del fu Zanebono di Civoledo, procuratori delle comunità della Valle Anzasca e di Macugnaga, dall'altra, in cui si stabiliva che le parti, per ricomporre ogni controversia, si rimettevano all'arbitrato di Goffredo del fu Guidobono "de Baceno" di <valle> Antigorio e Martino del fu Pietro "de Gralia"; Mazocho console di Drocala <Castiglione> e Guglielmo "Bogius" del medesimo luogo, a nome proprio e del comune e degli uomini di Drocala, dichiarano la volontà di aderire al detto compromesso e sottoscrivono la nomina degli anzidetti Goffredo e Martino in qualità di arbitri e pacificatori, accettando la clausola del pagamento di una multa di cento lire imperiali in caso non venga rispettata la loro decisione arbitrale e quant'altro stabilito nel trattato. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Copia autentica del 1311 luglio 30. Sion, Archives d'Etat du Valais - Biandrate

Pubblicazioni
J. GREMAUD, Documents relatifs à l’histoire du Vallais publiés per la Société d’Histoire de la Suisse Romande, II, Lausanne 1876, p. 1021 (riassunto)
E. RIZZI, I Conti di Biandrate e la Valle Anzasca, in «Oscellana», n. 2 (1986), pp. 109-111 (trascizione).
E. RIZZI, Walser Regestenbuch. Quellen zur Geschichte der Walseransiedlung. Fonti per la storia degli insediamenti walser (1253-1495), Anzola d'Ossola 1991, p. 69, n. 107 (regesto)
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 103 (regesto).

Note
Il documento è tramandato in copia autentica del 1311 luglio 30, unitamente ad altri tre documenti datati rispettivamente 1291 agosto 16, 1291 novembre 7 e 129<1> dicembre 30. Secondo la copia autentica il documento sarebbe stato redatto nel 1292, ma si tratta evidentemente di una menda del copista in quanto il documento non può essere posteriore al 30 dicembre 1291, giorno in cui viene pronunciata la sentenza. Se tale considerazione non può avvalersi del riscontro con l'indizione, non dichiarata nella datatio, trova però ulteriore conferma nel fatto che il 29 dicembre del 1292 cadeva di lunedì, mentre il giorno di redazione indicato nel documento trascritto è sabato e corrisponde, nel 1291, proprio al 29 dicembre.

Compromesso. Domodossola, 1291 Dicembre 30

Visto il compromesso sottoscritto il 16 agosto 1291 da Iocelino conte di Visp del fu Gotefredo conte di Biandrate, da una parte, e dai sindaci e procuratori delle comunità della Valle Anzasca e di Macugnaga, dall'altra, con il quale le parti, per ricomporre ogni controversia, eleggono quali arbitri e pacificatori Goffredo del fu Guidobono "de Baceno" e Martino del fu Pietro "de Gralia"; visto il documento <del 1291 dicembre 29> con cui Mazocho console di Castiglione <Dorchala> e Guglielmo "Bozius" del medesimo luogo, a nome proprio e del comune e degli uomini di Castiglione <Dorchala>, alla presenza di Giacomo del fu Pietro "de Baceno" procuratore del detto Iocelino, sottoscrivono l'anzidetto compromesso accettando la nomina dei suddetti Goffredo e Martino in qualità di arbitri e pacificatori e ogni altra clausola. I detti arbitri sentenziano che le parti si impegnino reciprocamente a ricomporre ogni controversia passata, a ristabilire e a mantenere in futuro la pace, non solo da parte degli abitanti e vicini della Valle Anzasca ma anche di quanti esercitano o eserciteranno in futuro l'attività di minatore nella detta valle, nonchè del comune e degli uomini di Macugnaga; che gli abitanti della valle Anzasca e di Macugnaga possano viaggiare e soggiornare nel Vallese in sicurezza, almeno per quanto riguarda il conte Iocelino, suo nipote Zannino e gli uomini di Visp, e viceversa questi ultimi possano viaggiare e dimorare in Valle Anzasca godendo della protezione dei suoi abitanti, senza però garanzie circa il Comune di Novara; che le parti si impegnino a non recarsi reciproca offesa e a non prestare il proprio aiuto a quanti si contrapporranno all'altra parte, con l'unica eccezione che, nel caso in cui il Comune di Novara organizzi un esercito contro il detto conte o gli uomini da lui rapresentati in occasione del trattato di pace, gli abitanti della Valle Anzasca abbiano la facoltà di far parte del detto esercito, secondo gli obblighi pertinenti a tutti i sudditi del Comune di Novara, senza incorrere nella pena prevista per la violazione del trattato stesso; che qualsiasi persona della valle Anzasca, di Macugnaga o di altro luogo - purchè non si tratti di uomini della Valsesia o della giurisdizione del comune di Novara - possa recarsi negli alpi della valle Anzasca, con o senza le bestie, senza pericolo di offesa da parte del conte Iocelino, dei suoi seguaci e della pieve di Visp; che il conte Iocelino e gli uomini delle valli di Saas, Stalden, Sankt Niklaus e Zermatt si impegnino a non compiere furti ai danni degli uomini della valle Anzasca e di Macugnaga e a non consentire a qualsivoglia persona di condurre refurtiva attraverso le proprie terre. [Ester Bucchi de Giuli]

Informazioni
Copia autentica del 1311 luglio 30. Sion, Archives d'Etat du Valais - Biandrate
Supporto: La pergamena, in buono stato di conservazione, presenta in corrispondenza della plica il foro a cui era apposto il sigillo pendente, deperdito. |

Pubblicazioni
J. GREMAUD, Documents relatifs à l’histoire du Vallais publiés per la Société d’Histoire de la Suisse Romande, II, Lausanne 1876, p. 1021 (riassunto)
E. RIZZI, I Conti di Biandrate e la Valle Anzasca, in «Oscellana», n. 2 (1986), pp. 109-111.
E. RIZZI, Walser Regestenbuch. Quellen zur Geschichte der Walseransiedlung. Fonti per la storia degli insediamenti walser (1253-1495), Anzola d'Ossola 1991, p. 69, n. 107 (regesto)
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 103 (regesto).

Note
Il documento è tramandato in copia autentica del 1311 luglio 30 unitamente ad altri tre documenti, datati rispettivamente 1291 agosto 16, 1291 novembre 7, 129<1> dicembre 29. Secondo la copia autentica il documento sarebbe stato vergato nel 1292, ma si tratta evidentemente di una menda del copista, poichè nel citare il compromesso del 1291 agosto 16 il testo parla di "anno currente" rispetto a quello di redazione del documento. Inoltre, nonostante l''indizione dichiarata - a questo punto anch'essa per errore di trascrizione - sia la quinta (che corrisponde al 1292 e non al 1291), il giorno della settimana, domenica, coincide nel 1291 proprio con il giorno 29 (mentre se l'anno di redazione fosse stato il 1292, il 29 dicembre sarebbe caduto di martedì).

Compromesso. Saas Almagell, 1291 Agosto 16

Iocelino Conte di Biandrate del fu Gotefredo conte di Visp, a nome proprio e del nipote Zanino, figlio del fu Guglielmo suo fratello, nonchè di tutti gli uomini delle Valli di Saas, Stalden, Sankt Niklaus e Zermatt, dei quali è procuratore, da una parte, e Uberto di Calasca del fu Demoldrico, Giacomo "de Montex" del fu Morexolo di Calasca, Giacomo del fu Alberto "Mazoni" di Bannio Anzino, Pietro "de Albariis" di Vanzone e Ughetto del fu Zanebono di San Carlo, in qualità di sindaci e procuratori delle comunità della Valle Anzasca e di Macugnaga - come attestato in un documento redatto dal notaio Burgino <rogatario del presente atto> il 12 agosto dello stesso anno -, dall'altra, a fronte delle controversie che contrapposero in passato le parti eleggono Goffredo del fu Guidobono "de Baceno" di <valle> Antigorio e Martino del fu Pietro "de Gralia" quali arbitri e pacificatori. I contraenti si impegnano a rispettare le sentenze pronunciate dai detti arbitri, pena il pagamento di cento lire imperiali da corrispondere alla parte avversa. [Ester Bucchi De Giuli]

Informazioni
Copia autentica del 1311 luglio 30. Sion, Archives d'Etat du Valais - Biandrate
Supporto: La pergamena, in buono stato di conservazione, presenta in corrispondenza della plica il foro cui era apposto il sigillo pendente, deperdito. | Lingua: Latino

Pubblicazioni
J. GREMAUD, Documents relatifs à l’histoire du Vallais publiés per la Société d’Histoire de la Suisse Romande, II, Lausanne 1876, p. 1021 (riassunto).
E. RIZZI, I Conti di Biandrate e la Valle Anzasca, in «Oscellana», n. 2 (1986), pp. 109-111 (trascrizione)
E. RIZZI, Walser Regestenbuch. Quellen zur Geschichte der Walseransiedlung. Fonti per la storia degli insediamenti walser (1253-1495), Anzola d'Ossola 1991, p. 64, n. 98 (regesto)
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 103 (regesto).

Note
Il documento è tramandato in copia autentica del 1311 luglio 30, unitamente ad altri tre documenti datati rispettivamente 1291 novembre 7, 1291 dicembre 29, 1291 dicembre 30.

Rivendica. Sion, 1291 Giugno 1

Jocelino figlio di Gotofredo conte di Biandrate rivendica, in virtù del diritto di rivalsa, la signoria della valle di Simplon che Bonifacio, vescovo di Sion, ha acquistato da Marzone di Castello. [Prof. Enrico Rizzi]

Informazioni
Originale. Sion, Archives du Chapitre - Fondo Valère
Supporto: Pergamena | Lingua: Latino

Pubblicazioni
J. GREMAUD, Documents relatifs à l’histoire du Vallais publiés per la Société d’Histoire de la Suisse Romande, II, Lausanne 1876, p. 1020.
E. RIZZI, Storia dei Walser dell'ovest. Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Valle d'Aosta, Savoia, Oberland Bernese, Anzola d'Ossola 2004, p. 84 (regesto).

Note
Jocelino di Biandrate si avvale del diritto di rivalsa ereditaria allo scopo di inficiare la vendita di cento coloni - insediati nel versante meridionale del passo, in varie località tra Verzo e Simplon-Dorf - effettuata dallo zio Marzone di Castello, coerede di Jocelino, in favore del vescovo di Sion.